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Valutare il rischio sismico di un territorio
Codice art.: S 00
Autore: Redazione di VeneziaViva
Data redazione: Marzo 2000

I recenti terremoti nell'area mediterranea ci hanno fatto ricordare che l'ottanta per cento del territorio italiano è a qualche grado di rischio sismico. E' quindi ragionevole, se dobbiamo ristrutturare o costruire una casa, capire come comportarci verso questo problema.

Va detto innanzitutto che la "sismicità" di un territorio varia molto da zona a zona anche all'interno di un'area che sembra omogenea, in quanto molto valore ha la composizione del sottosuolo, formatosi nei secoli con la sovrapposizione degli strati della crosta terrestre, i depositi alluvionali, la loro curvatura e pressione, le fratture attualmente esistenti. Possono esserci quindi, all'interno di uno stesso Comune, zone decisamente pericolose e altre più sicure. Anche per questo, durante i terremoti, si possono vedere abitazioni perfettamente integre mentre altre vicine, e costruite nello stesso modo, molto danneggiate se non distrutte.

Proprio per valutare il rischio singolo di ogni singola area allo Stato  ha recentemente promosso la stesura di una mappa dettagliata del sottosuolo italiano capace di fornire ai comuni un importante strumento di prevenzione. Utilizzando tale mappa sarà più facile predisporre i piani regolatori ( e quindi definire le aree destinate alla costruzione di case e industrie) in modo da evitare il più possibile le zone pericolose.
Dove non è possibile evitare di costruire, la valutazione esatta del rischio consente di definire norme tecniche, di cui devono tener conto progettisti e costruttori, per limitare al minimo i danni in caso di sisma.

Tali norme tecniche prescrivono di solito il tipo di materiali da utilizzare, le dimensioni minime e la tipologia delle fondazioni, delle strutture portanti, dei carichi.
Normalmente le strutture devono sopportare carichi solamente verticali dovuti al peso dei solai e di quanto vi è sopra.
La scossa sismica, invece, equivale ad un urto orizzontale, che colpisce cioè la casa di fianco. Costruire una casa antisismica, quindi, equivale dimensionare e disporre le pareti e gli altri elementi resistenti in modo da poter sopportare, insieme ai carichi verticali, anche un urto orizzontale che di solito viene indicato come una percentuale (es. il 10%) dei  massimi carichi verticali.

Molte cose sono di competenza dei tecnici, ma una valutazione del rischio sismico di un territorio è possibile anche da parte di chi non è esperto, applicando semplici regole anche a base di buon senso. Vediamo le principali fonti di pericolo di cui tener conto:

1 - Costruire su terreni inclinati o scarpate
E' evidente che costruire su un terreno inclinato (tipico  in montagna) ci espone a frane e smottamenti che possono interessare le fondazioni, soprattutto se abbiamo costruito su terreno incorerente o poco compatto.
Siamo inoltre esposti a frane che possono arrivare dall'alto. E' importante valutare l'effetto di corsi d'acqua superficiali o profondi (molto più pericolosi) che possono aumentare bruscamente di portata in caso di scosse, creando un effetto di lubrificazione degli strati di terreno superficiali facendoli scorrere uno sull'altro.

2 - Attenti ai vicini
E' evidente che se abitiamo in una villetta di un piano costruita accanto ad una torre campanaria del XII secolo,  corriamo il pericolo, in caso di terremoto, di vedercela crollare addosso anche se noi abbiamo rispettato tutti i criteri di sicurezza. C'è da dire però che i fabbricati antichi, molto più pesanti e massicci di quelli attuali, erano meno sensibili ai terremoti (perlomeno quelli arrivati indenni fino a noi nel corso dei secoli). Le cose possono però cambiare in caso di incuria e cattiva manutenzione.
Analogamente dobbiamo preoccuparci che eventuali nuove costruzioni vicine (civili o industriali) non siano abusive e rispettino le norme vigenti anche in campo sismico.
La stessa cosa vale per tralicci, tettoie, pali di illuminazione e costruzioni "provvisorie" considerate di minore importanza ma che possono diventare in caso di crollo molto pericolose.
D'altra parte non serve un terremoto per rendere pericolose strutture di questo tipo. Anche il vento colpisce le case con una forza orizzontale e un forte temporale è molto più frequente di una scossa sismica.
Se non possiamo intervenire sulle costruzioni vicine considerate pericolose, possiamo almeno irrobustire la nostra casa nei punti più a rischio per evitare almeno i danni alle persone.

3 - Costruire vicino ad argini o fiumi
Valgono le considerazioni del punto 1. Nel Veneto esistono territori ricavati da bonifiche che sono spesso più bassi del livello dei corsi d'acqua vicini. Un danneggiamento di argini o dighe con inondazioni  in caso di terremoto è una eventualità di cui tener conto (per esempio evitando di costruire piani interrati, oppure prevedendo un'altezza totale del fabbricato superiore a quella dell'argine) per avere una zona di sicurezza dove rifugiarsi in caso di pericolo.
Ovviamente la struttura dovrà anche essere abbastanza robusta da sopportare l'urto orizzontale del sisma e della inondazione, con una cura particolare delle fondazioni.

4 - Costruire sottovento a zone industriali pericolose
Se un terremoto danneggia una industria dove si utilizzano sostanze pericolose, i fumi o le esalazioni di un incendio o di una fuga di gas potrebbero colpirci anche a molti chilometri di distanza. Il valore di un'area fabbricabile può dipendere anche da questo e comunque è giusto tenerne conto.

Sono allarmismi inutili o esagerati?
Noi crediamo di no, per i seguenti motivi:

a - I  terremoti sono rari, ma quando capitano i danni sono enormi. Pensate ad una famiglia che perde magari l'unica casa costruita spesso con decenni di sacrifici.
Avremo altri decenni di tempo per costruirne un'altra?
E quanto vale una vita umana?

b - Prendere delle precauzioni a volte non costa di più che costruire in modo irrazionale. Architravi, muri  e scale più robusti possono incidere solo per il 5% in più sul costo di una costruzione. Una cella di sicurezza in cemento armato (cioè un locale particolarmente robusto, in cui rifugiarsi o dormire in caso di pericolo) non è più costoso di una cantina o della classica taverna che molti hanno nella loro villetta: costruirlo con gli accorgimenti giusti  (per esempio dotandolo anche di un soffitto robusto al pari delle pareti) può costare pochissimo di più e dare a tutta la casa un valore aggiunto inestimabile.

c - Qualsiasi intervento preventivo costa molto di meno di qualsiasi riparazione a crollo avvenuto o in condizioni di emergenza.

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© VeneziaViva - Tutti i diritti riservati
Aggiornato in febbraio 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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