Per mantenere la struttura delle comunicazioni degli Stati
Uniti attivi nell'evento di una guerra nucleare, un'agenzia del governo, la Advanced
Research Projects Agency (ARPA) sviluppò un nuovo tipo di network (rete) per computers
nei tardi anni sessanta. Conosciuta come ARPAnet, iniziò a collegare quattro computers -
tre in California e uno in Utah - usando il Network Control Protocol (NCP).
Il problema da risolvere era che i singoli
computer delle varie agenzie americane della difesa non potevano dialogare tra di loro in
quanto usavano sistemi operativi e linguaggi differenti. Occorreva che un tecnico
ricevesse un messaggio, lo traducesse e reinterpretasse per inviarlo altrove con un altro
computer.
Il protocollo NPC, appunto, ovviava a tutto questo "traducendo" i diversi
linguaggi e consentendo che i computer "parlassero" direttamente tra di loro,
senza bisogno di un operatore esterno.
Fra la fine degli anni sessanta e gli inizi
degli anni '70, altri centri di elaborazione iniziarono ad usare l'innovativa tecnologia
di packet-switching di ARPAnet per collegare i proprio sistemi. Si iniziarono così a
delineare dei centri collegati insieme, con ARPAnet come cuore centrale. Nel 1971 c'erano
23 hosts nel network; entro il 1980 erano già diventati più di 200 con i primi
collegamenti internazionali.
Appena l'internetworking divenne più
popolare, si formarono tre maggiori networks durante gli anni '80: BITNET (Because It's
Time Network), CSNET (Computer Science Network) e NSFnet (National Science Foundation
Network). NSFnet divenne la principale rete portante di Internet (definita
"backbone" - spina dorsale) grazie ad una linea a 56Kbps. Nella metà degli anni
'80 venne scelto TCP/IP come protocollo preferenziale e ARPAnet fu divisa in ARPAnet e
MILnet. Entro la fine del 1986, vi erano già più di 5,000 hosts in Internet.
Internet iniziò a ricevere attenzione dai
mass-media nei tardi anni '80, specialmente quando il mitico virus "worm" di
Robert J. Morris disattivò alcune migliaia di computers presenti nel network. Nel 1989,
il backbone NSFnet fu potenziato con una linea T1 (1.544Mbps). A quel punto vi erano più
di 100,000 hosts in Internet.
Nei primi anni '90, ARPAnet venne eliminato e
fu creato il Commercial Internet Exchange (CIX) per offrire un metodo agli gli utenti
commerciali per evitare NSFnet e la sua Acceptable Use Policy (AUP) che proibisce ogni
tipo di traffico commerciale o scopo di lucro su NSFnet. In questo periodo, inoltre, Mitch
Kapor fondò la Electronic Frontier Foundation (EFF); Thinking Machines Corp. sviluppò il
WAIS Database system; e l'University of Minnesota introdusse Gopher. Internet a questo
punto aveva più di 700,000 hosts.
Internet non è posseduta, ne gestita da una
singola autorità. Per mantenere uno standard dei protocolli usati da Internet e per
connettere organizzazioni ad Internet, fu istituita l'Internet Society nel 1992 con
presidente Vinton Cerf. Inoltre, nel 1992, il CERN di Ginevra, Svizzera, introdusse quello
che è diventato uno dei programmi più usati su Internet: un sistema multimediale ad
hypertesto con tecnologia client/server chiamato "World-Wide Web".
Il backbone NSFnet venne potenziato
ulteriormente con una linea T3 (44.736Mbps) ed il numero di Internet hosts superò la
cifra di un milione. Nel 1992, NSF istituì l'InterNIC per offrire vari servizi
informativi riguardo ad Internet e il National Center for Supercomputing Application
(NCSA) presso la University of Illinois a Urbana-Champaign rilasciò l'interfaccia utente
Mosaic per utilizzare World-Wide Web. Attualmente NSF sta lentamente cedendo il controllo
del backbone di Internet ad Internet providers commerciali e abolirà le restrizioni
imposte dall'AUP. Oggi, la comunità Internet sta letteralmente esplodendo grazie
all'attenzione dei mass-media e della nascita di numerose strutture commerciali. Online
Services come America Online e CompuServe hanno ampliato notevolmente i loro servizi
Internet. A metà 1994 c'erano più di 2.2 milioni di hosts registrati e crica 25 milioni
di utenti. |