|
INTRODUZIONE
Il vetro essendo un
materiale nato dal fuoco, ha sempre avuto nei secoli un fascino
particolare per i popoli che lo utilizzavano. Grazie alle sue
caratteristiche fisiche che ne fanno il contenitore ideale per i
liquidi, è diventato materiale da utilizzare non solo per la
realizzazione di oggetti belli e raffinati che restano nel tempo ma
anche per oggetti utili e pratici facenti parte della vita
quotidiana di ognuno di noi. Questa doppia anima del vetro riveste
una grande importanza anche nell'affermarsi del collezionismo
moderno, che gia' nel Cinquecento era saldamente radicato nel gusto
delle corti e delle elites del tempo. I collezionisti di tali
oggetti tovano pero' non poche difficolta'. Innanzitutto le medesime
tecniche di lavorazione sono state utilizzate per secoli da
artigiani con una forte tendenza a cambiare luogo di lavoro e di
residenza nonostante gli sforzi (interessati) dei sovrani delle loro
citta' di origine per trattenerli presso le proprie corti. Cio' ha
creato difficolta' oggettive nell'attribuzione della provenienza dei
pezzi da collezionismo. Inoltre i vetri, per la loro intrinseca
natura, si danneggiano facilmente e i restauri sono quasi
impossibili. Tutto cio', non incoraggia certo il collezionismo di
vetri antichi. Inoltre e' possibile incontrare sul mercato
antiquario oggetti falsi o con difetti spesso non evidenti.
LE TECNICHE DI
PRODUZIONE DEL VETRO
Doratura
L'oro viene utilizzato in lamine quando l'oggetto di vetro si
raffredda.
La
montatura
Consiste nell’applicazione di una armatura metallica su un
oggetto in vetro o in porcellana. La ragione di tale
applicazione si giustifica per uno scopo funzionale per esempio per
difendere l'oggetto dagli urti o puo’ essere giustificato da pure
ragioni ornamentali come nel caso di applicazione di materiale
prezioso al solo fine di esaltare ulteriormente la bellezza
dell’oggetto. Non esistano momenti della storia dell'arte europea
in cui di tali montature non se ne siano state prodotte.
Fondamentalmente di tali montature ce ne sono di due tipi: Fisse,
cioe’ applicate al corpo dell'oggetto mediante viti e perni, e a
Giorno, quando cioe’ la montatura viene applicata sull’oggetto
senza bisogno di forare il materiale sottostante. I materiali
utilizzati per la realizzazione di queste montature spaziano
dall’utilizzazione dell’ oro e dell’argento all’utilizzo di
metalli non preziosi come ottone e il bronzo dorato a mercurio.
Con quest’ultimo materiale sono le montature di queste due
fiasche, eseguite a Venezia nella seconda meta’ del Cinquecento e
caratterizzate agli attacchi delle catene dal motivo della maschera
leonina.
La
smaltatura
Utilizzata nella produzione di
moltissimi oggetti in vetro veneziani, ha le sue origini nella
produzione vetraria islamica. Celebri sono gli esemplari
decorati nelle fornaci di Damasco tra il XIII e il XV secolo.
Questa tecnica consiste nel dipingere a pennello con smalto
liquido una superficie di un oggetto di vetro. Il composto
utilizzato è costituito da polvere di vetro, da ossidi
metallici necessari alla colorazione e da un legante oleoso, come
l'olio di lavanda. L’oggetto dipinto grazie a una
successiva ricottura a basse temperature, assume i colori
definitivi.
La “muffola” era il piccolo
forno realizzato in argilla refrattaria utilizzato per la cottura a
basse temperature di tali oggetti. Tecnicamente l'oggetto
veniva inserito nella muffola e veniva riscaldato fino a 700-900
gradi. Tale temperatura inferiore a quella che porterebbe alla
fusione dell'oggetto (1300 gradi) è sufficiente a far fondere la
polvere di vetro contenuta nello smalto, facendolo aderire alla
superficie da decorare. Infine l'oggetto veniva ripassato
ancora una volta nella camera di ricottura per essere raffreddato.
Lo smalto a differenza dei colori
applicati afreddo che sono molto più fragili, può inoltre essere
opaco o trasparente. Il primo tipo di smalto contiene ossido
di stagno, ed è il piu’ comune, mentre lo smalto trasparente
veniva usato soprattutto per dipingere le vetrate, e solo nel XVII
secolo, cominciò a essere applicato anche su oggetti e pannelli
decorativi.
La smaltatura del vetro era, in epoca rinascimentale (ed è
tuttora), un procedimento lungo e delicato. A conferma di ciò
è la particolare tecnica di pittura a smalto denominata “il résille
sur verrei” apparsa in Francia durante il XVII secolo.
Utilizzata prevalentemente per decorare piccoli oggetti, il
procedimento consiste nell'incidere dei motivi sull’oggetto in
vetro per poi rivestiti in oro e riempirli in smalto in polvere.
Con il successivo riscaldamento, lo smalto fonde aderendo alla
superficie sottostante.
Falsi
vetri veneziani
Molti oggetti possono costituire un rischio per che
l'appassionato di vetri d’epoca veneziani. In caso di falsi
d’epoca tecnicamente sofisticati, l'unico concreto mezzo di difesa
è il controllo stilistico. Le incongruenze del tipo di quelle
citate sono un grave campanello d'allarme, anche perché il
falsario, per quanto attento, non riesce a estraniarsi totalmente
dall'ambiente culturale in cui vive. Questo è particolarmente
vero per i vetri muranesi eseguiti tra Otto e Novecento, come
souvenir, su modelli precedenti e che sono facilmente riconoscibili
proprio per la loro aria indubbiamente moderna.
Restauro
e valore commerciale
Il vetro per sua natura, non si presta a
essere restaurato con buoni risultati estetici. Il danno
riduce quindi sensibilmente il valore di un oggetto in vetro.
La sbeccatura è uno dei danni più frequenti che danneggia
gravemente l'estetica dell’oggetto. L’unico rimedio
possibile è la molatura del bordo danneggiato.
Generalmente un vetro molato, anche con buoni risultati, perde
almeno il 20% del suo valore. Danni ancora più gravi sono
causati dalla sbeccatura dell’oggetto in vetro. Anche se la
parte danneggiata viene reincollata, la frattura subita
dall’oggetto ne dimezza comunque il valore. Un difetto che
non viene mai accettato dai collezionisti di oggetti in vetro, è la
crepa più o meno lunga sul corpo dell'oggetto.
Copyright
"dr. Andrea David www.venice2.it/david"
L'articolo ci è stato inviato dal dr. Andrea David
|