Il Medico Omeopata

Esiste molta confusione nel mondo omeopatico italiano.  

Alla radice vi è il fatto che la legge non riconosce titoli di studio in campo omeopatico. Non esiste quindi tutela dei medici omeopatici da parte della legge. Il risultato di questo stato di cose è davanti a tutti.

  "Non medici" praticano l'omeopatia più o meno nascondendo il loro stato di praticoni, anzi, a livello europeo sono in atto tentativi di legittimare lo status di praticone che permette un lavoro fuori da responsabilità, quasi non si trattasse di medicina, di terapie, di salute dei pazienti.

  In farmacia, con o senza un sommario interrogatorio, vengono indicati e venduti direttamente rimedi omeopatici, secondo una impostazione commerciale spinta che fin dall'inizio della diffusione dell'omeopatia ha proposto lo slogan non vero: "Se fa, fa bene, altrimenti è innocua". Se qualcosa ha un'azione, il risultato di questa dipenderà dal modo in cui viene indirizzato

  Molti medici operano in campo omeopatico senza adeguata preparazione, dato che nulla permette di distinguere ufficialmente una preparazione adeguata dalla totale assenza di preparazione.

  E' proposto un uso indiscriminato dell'autoprescrizione dei rimedi omeopatici venduti direttamente dal banco, tacendo limiti, controindicazioni ed il fatto fondamentale che trattandosi di medicina è necessaria la presa in carico del paziente da parte di un medico che se ne assuma la responsabilità.

  Molti tentano di accreditare per omeopatiche terapie che non hanno alcun fondamento nella metodica omeopatica: non sono omeopatia terapie come omotossicologia, omeopatia complessa (uso di molti rimedi assieme), oligoterapia, fiori di Bach, fitoterapia, gemmoterapia.

Si è arrivati addirittura a presentare per omeopatici dei complessi dove è stato introdotto un rimedio omeopatico assieme ad un numero imprecisato di sostanze, alcune delle quali conosciute in farmacologia convenzionale, pur di poter parlare di prodotto omeopatico.
La confusione con queste terapie e la superficialità hanno contribuito a confondere e screditare l'omeopatia. Oggi in molti ambienti medici l'omeopatia è sottovalutata proprio perché conosciuta attraverso aspetti deteriori che in realtà non le appartengono. 

Come può un paziente distinguere un buon medico omeopata?  

Identificare un buon medico omeopata non è particolarmente difficile ed è importante nel vuoto legislativo esistente proprio per i pazienti che non sono tutelati.
 
Un buon medico omeopata viene identificato soprattutto dalle seguenti caratteristiche:

  pratica l'omeopatia come terapia principale od esclusiva. Quando una prescrizione contiene diversi tipi di terapia contemporaneamente (con esclusione di prescrizioni alimentari), di solito dimostra scarsa conoscenza dell'omeopatia .

  non prescrive diversi rimedi unitari contemporaneamente e non soprattutto non prescrive rimedi composti (la prescrizione di composti non è omeopatia).

  non prescrive ogni volta un rimedio diverso e non aggiunge nuove prescrizioni per ogni disturbo che viene descritto dal paziente.

  chiede al paziente di descrivergli nei particolari i disturbi che prova e destina una notevole parte del tempo della visita ad una dettagliata serie di domande intorno allo stato generale e psicologico del paziente.

     Una parte significativa del tempo è proprio dedicata alla conoscenza psicologica e comportamentale del paziente perché la sua psicologia gioca un ruolo importante, talvolta essenziale, nella scelta del rimedio, anche se la sintomatologia che il paziente dimostra è sul piano fisico.

  richiede normalmente da 45 a 90 minuti per la prima visita.

Tempi più brevi di norma permettono soltanto prescrizioni sintomatiche, dirette non alla persona ma ad un problema. Questo tipo di prescrizioni non sono positive per la salute del paziente tanto più se ripetute.

  usa il computer nel suo lavoro. Non è il computer che decide la bontà del lavoro di un medico, ma la sua presenza nell'analisi dei sintomi dimostra che il medico si muove sulla grande mole di dati a disposizione della terapia omeopatica classica, sulla quale risulta molto disagevole lavorare con libri o scritti, proprio per ragioni di quantità e precisione.

  I rimedi in omeopatia sono migliaia (circa tremila) e tutti diversi uno dall'altro. Tra questi alcuni sono più conosciuti degli altri (policresti) mentre della gran parte molto poco è conosciuto. Ora proprio per questo e per il fatto che nuovi rimedi continuano ad essere sperimentati è evidente la difficoltà di utilizzare questa massa di informazioni senza aiuti. Il computer è un prolungamento della memoria del medico, cui egli accede semplicemente e dove custodisce centinaia di Mega (milioni di caratteri) di dati utili ad una scelta precisa del rimedio per il suo paziente.

  Usa un testo chiamato repertorio in presenza del paziente. Questo testo può essere completamente informatizzato ed utilizzato quindi nel computer. Il repertorio è la rubrica telefonica dei sintomi. In esso vi sono elencati i sintomi provocati dai rimedi omeopatici e per ciascuno di essi sono riportati i rimedi capaci di provocarli. Viene usato correttamente per rintracciare attraverso tutti i diversi sintomi del paziente (= totalità) il rimedio generale indicato.

  Dimostra grande attenzione e partecipazione ai problemi del suo paziente. La scelta di un rimedio secondo la metodologia omeopatica non è cosa semplice ed impegna tutte le facoltà mentali ed emozionali del medico. Se il paziente non sente calore, partecipazione, comprensione da parte del suo medico, il livello di comunicazione tra i due non è elevato ed in questa situazione diventa difficile arrivare alla scelta di un buon rimedio personale.

  Ha frequentato un corso di base o segue un programma di formazione permanente presso una scuola di omeopatia qualificata.

In assenza di leggi non esistono scuole di stato. E comunque anche la creazione di una scuola od un titolo di stato in campo omeopatico attualmente non sarebbe in grado di garantire un livello di preparazione adeguato.

Oggi in Italia, l'unica organizzazione su base nazionale che ha per scopo il massimo livello della qualità dell'insegnamento dell'omeopatia è la S.I.M.O. (SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA OMEOPATICA) che ha la segreteria presso la Scuola di Medicina Omeopatica di Verona. 
La S.I.M.O. garantisce il livello di insegnamento nelle scuole aderenti e controlla gli esami che vi vengono fatti. I programmi di studio della S.I.M.O. si rifanno alle direttive previste dall'Europa per le specializzazioni mediche ed al programma concordato da tutte le scuole europee di omeopatia classica, E.C.H. (EUROPEAN COMMITTEE FOR HOMOEPATHY).

Gli elementi suggeriti per identificare un buon medico non sono singolarmente esaustivi. Ma quando più di uno sono presenti, danno garanzie di una buona preparazione.
Ovviamente in una materia complessa come questa la differenza viene poi fatta dagli anni di esperienza.
Il rimedio che il medico omeopata cerca è uno. Quando il rimedio giusto è trovato, per un tempo indefinito da pochi mesi a molti anni o addirittura per tutta la vita questo rimedio è capace di agire sia sui disturbi acuti che i disturbi cronici e viene quindi utilizzato dal paziente, con ritmo di assunzione diverso, per tutti i problemi che incontra, siano essi una febbre od un raffreddore, una caduta o gli squilibri personali cronici ed i grandi problemi personali.

È evidente che nel cammino per arrivare a scoprire questo rimedio possono essere fatti diversi tentativi e prescritti diversi rimedi, dato che non sempre al primo colpo si arriva al centro; ma va sottolineato che si tratta di un tentativo di approfondimento della conoscenza della reattività di un paziente, non di prescrizioni superficiali indirizzate ai sintomi del momento.

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