Radiocomandi -
Motori a scoppio - Motori Elettrici
Aeromodelli - Automodelli
- ScafiGeneralità
Spesso l'aspetto più divertente e gratificante
del modellismo è la possibilità di comandare un modello a distanza. Anche se il
principiante può sentirsi spaesato di fronte alla complessità delle moderne
apparecchiature per radiocomando, in realtà imparare ad usarle è molto semplice e, per
installarle, è solo necessario seguire le istruzioni sempre presenti nelle scatole di
montaggio o sui progetti costruttivi del modello.
Il radiocomando viene impiegato su aeroplani, scafi a vela o a motore, automodelli...ma i
principi adottati sono validi per qualsiasi veicolo e quindi anche per sottomarini, robot,
mongolfiere, ecc.
E' bene premettere che nel modellismo, in
genere, non si vendono "modelli completi", ma si montano e si assemblano
prodotti di carie case fino a formare la combinazione preferita per prestazioni e prezzo.
Ogni componente (motori, radiocomandi, telai ecc. ) è quindi riutilizzabile, sostituibile
e anche riparabile, grazie ad un vasto mercato di ricambi.
E' questa caratteristica che distingue il mercato del modellismo da quello dei giocattoli:
la riparabilità e il riutilizzo dei componenti, appunto. Il che ne fa un settore molto
più completo e ricco e quindi dedicato anche agli adulti.
Radiocomandi
Un sistema di radiocomando consiste in un
Trasmettitore (Tx) che, manovrato dal modellista, invia un segnale codificato che viene
ricevuto da una ricevente (Rx) istallata a bordo del modello. La ricevente, alimentata da
alcune batterie a bordo, dirige il comando verso un servomotore (o servo) ad essa
collegato, proporzionalmente all'impulso ricevuto. Il servomotore, ruotando, spinge o tira
la levetta a cui è collegato, azionando il comando del modello (un timone, o
l'acceleratore, ecc.) su cui agisce.
Di solito a ciascun servo corrisponde un controllo, cui corrisponde un segnale radio o
"canale". Le apparecchiature radio si distinguono quindi per il numero dei
"canali" o controlli separati che sono in grado di emettere.
Per un automodello in genere bastano due canali (sterzo, acceleratore); per una barca a
vela 2 canali (timone e verricello per le due vele insieme); per un aereo servono 4 canali
(timone di direzione, elevatore, alettoni, acceleratore del motore).
Ogni canale funziona nei due sensi (avanti e indietro).
Per tutti i radiocomandi è bene utilizzare batterie ricaricabili al Nichel Cadmio (NiCad)
sia per il Tx che per il RX che danno maggiore garanzia di affidabilità e durata.
Nell'uso dei radiocomandi è infine necessario prestare attenzione alla FREQUENZA
usata.
Due radio trasmittenti sulla stessa frequenza, infatti, interferiscono tra
di loro, rendendo ingovernabili ambedue i modelli con il rischio di incidenti.
Prima di far partire il modello, quindi, verificate l'esistenza di radiofrequenze
nella vostra zona che possono far muovere in modo non voluto i servocomandi che avete a
bordo del modello.
Questa precauzione è particolarmente importante e non va mai trascurata.
Motori a scoppio
I motori a scoppio sono usati per aerei, auto e
scafi e sono di norma a due tempi, monocilindrici. La cilindrata standard per le auto è
di 3,5 cc. mentre aerei e scafi possono usare cilindrate molto superiori. Solo per aerei
esistono motori a quattro tempi anche a 10 cilindri a stella, veri gioielli del settore.
Sono tutti dotati di una candela (simile a quelle dei motori più grandi) che serve a
mantenere l'accensione della miscela.
Il carburante usato è una miscela di metanolo e olio di ricino, in varie percentuali,
disponibile nei negozi specializzati.
Per l'accensione iniziale si collega alla candeletta una batteria a 1,5-2 Volt per mezzo
di una "pipetta". La batteria fa diventare
incandescente il filamento della candeletta e allora si fa ruotare il motore a mano (se
c'è l'elica) o con un apposito avviatore, finché non si avvia. A motore avviato e
stabilizzato si stacca la pipetta della candela, ormai inutile, in quando l'esplosione
della miscela continuerà ad avvenire per autoaccensione a causa della compressione.
Motori elettrici
Sono usati per aerei, scafi e auto e sono
alimentati da batterie NiCad apposite, di grande capacità e capaci di sopportare
ricariche rapide (30 minuti) a mezzo di speciali caricabatterie collegabili alla
rete o ad una batteria più grossa a 12 Volt (quella dell'automobile, per esempio).
Essendo più silenziosi e semplici da usare, sono consigliati ai modellisti più giovani.
Nell'aeromodellismo però il peso delle batterie rende più critici i modelli, il che
richiede motori più potenti e costosi e una cura particolare nella costruzione e nel
pilotaggio.
Aeromodelli
L'attività aeromodellistica è senz'altro la
più difficile, ma capace di dare le più grandi soddisfazioni. per evitare incidenti che
potrebbero avere conseguenze anche serie, i principianti dovrebbero assolutamente iniziare
il pilotaggio seguiti da un aeromodellista più esperto, magari nell'ambito di un ben
organizzato Club di appassionati.
E' consigliato, in ogni caso, stipulare un'assicurazione di Responsabilità
Civile per danni a terzi.
Gli aeromodelli si possono dividere in:
ALIANTI (o meglio VELEGGIATORI),
MOTOALIANTI e AEREI A MOTORE PLURICOMANDO.
Il Veleggiatore di norma vola senza alcun motore, sfruttando le correnti dinamiche
o termiche generate da pendii o da differenze di riscaldamento: Si lancia a mano da zone
sopraelevate in montagna (è l'ideale pretesto per gite fantastiche in zone di ampi
panorami. Si prende il sole, si respira aria pura e si pilota un aereo in equilibrio con
le correnti d'aria continuamente mutevoli. Una cosa fantastica!) oppure si fa salire con
particolari elastici o verricelli elettrici.
I motoalianti sono invece dei modelli veleggiatori cui è possibile applicare un
piccolo motore elettrico o a scoppio, destinato a postare in quota il modello. Giunti ad
una certa altezza, il motore può essere spento e il modello veleggia verso il suolo
dolcemente, grazie alle sue grandi ali, guidato dal modellista attraverso il radiocomando.
Proprio per la docilità di volo, bassa velocità e la semplicità d'uso, il motoaliante
è particolarmente indicato per i principianti.
L'aereo a motore,
infine, può essere la riproduzione in miniatura di un aereo vero con flap, carrelli
retrattili, plurimotori, ecc. capaci di dare a modellisti esperti enormi soddisfazioni,
nell'arco di molti anni, in cambio solo di un po di passione e di sana applicazione.
Riassumendo, per usare un aeromodello sono dunque necessari: L'aereo (acquistabile in
scatola di montaggio); il motore; il radiocomando; la batteria e pipetta di accensione; la
miscela. Per comodità, può essere utile un avviatore elettrico.
Automodelli
L'uso degli automodelli è in generale libero,
ma le migliori prestazioni si ottengono naturalmente su piste attrezzate, in competizione
con altri modellisti. Per usare un automodello a scoppio sono necessari: modello, motore,
il radiocomando, gli accessori di accensione (come per l'aereo) più il dispositivo di
avviamento (un avviatore speciale adatto alle auto).
Un automodello elettrico invece richiede: Il modello, il motore (di solito compreso nella
confez. del modello); la batteria NiCad per il motore, il caricabatterie rapido.
Scafi
Gli scafi gradiscono in particolare l'acqua
dolce. In ambiente salmastro occorre proteggere con particolare cura gli apparecchi
elettrici, destinati altrimenti a subire un rapido e pericoloso degrado. Le barche a vela,
essendo assolutamente silenziose e per niente pericolose, potranno navigare nei laghetti
dei parchi pubblici, oltre che nelle lagune o specchi d'acqua dolce con scarse correnti.
Gli scafi a motore elettrico usano le stesse batterie e caricabatterie degli automodelli
elettrici e anche gli stessi motori. Gli scafi con motore a scoppio, infine, usano motori
speciali raffreddati ad acqua, ma con gli stessi dispositivi di accensione e guida degli
aerei e delle auto.
Buon divertimento! |