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L'ACQUA

Classificazione e caratteristiche  delle Acque minerali  - Leggiamo l'etichetta
Codice art.: Alim 01
Autore: Red. VeneziaViva /Dott. Valter Meneghetti
Data redazione: Gennaio 2000

L'acqua è essenziale alla vita umana e costituisce il 60 % del nostro corpo, distribuita all'interno delle cellule (per il 40% circa del peso) e al di fuori (sangue e linfa). La mancanza di acqua porta alla disidratazione, con tutta una serie di problemi associati all'aumento della concentrazione dei sali nell'organismo.

L'acqua che perdiamo (per evaporazione, con l'orina e le feci, col sudore) va prontamente e costantemente sostituita. Il fabbisogno giornaliero è di circa 2 - 2,5 litri che vengono introdotti in parte bevendo e in parte attraverso l'assunzione dei normali cibi (frutta e verdura, per esempio, contengono molta acqua).

In relazione alle calorie introdotte, l'acqua dovrebbe incidere per circa 1 millilitro per caloria. Quindi se ci alimentiamo con 2000 calorie giornaliere, dovremmo assumere anche, nelle varie forme, 2 litri d'acqua.

L'acqua nell'organismo ha diverse funzioni e tutte ugualmente importanti:

- Trasporta le sostanze nutritive e i prodotti di scarto da eliminare
- Interviene nella regolazione della temperatura corporea
- Mantiene costante l'equilibrio idrosalino dei tessuti

 

Classificazione delle acque minerali

Ai fini terapeutici si distinguono le acque in base a varie caratteristiche, tra le quali ci   sono:

  • Temperatura

  • Punto di congelamento

  • Residuo fisso (R.F.) a 180 °C

  • Composizione ionica prevalente

 

In base alla Temperatura

Sono :
- fredde sotto i 20°C  alla sorgente
- ipotermali   tra i 20 e i 30°C 
- termali  tra i 30 e 40°C 
- ipertermali  oltre i 40°C

 

In base al Punto di Congelamento

L'acqua distillata congela a 0°C alla pressione atmosferica di 1 atmosfera (760 mm. di mercurio). E' noto che l'acqua dolce (fiumi, laghi) congela prima dell'acqua salina. Si   chiama abbassamento crioscopico (indicato con lettera greca DELTA)   il punto di congelamento delle varie acque in riferimento all'acqua distillata. Nell'uso medico si fa riferimento al punto di congelamento del siero del sangue, prossimo a -0,56 °C.

Sono:
- ipotoniche le acque con   delta compreso tra 0 e -0,55
- isotoniche le acque con delta compreso tra -0,55 e -0,58 °C
- ipertoniche le acque con delta da -0,58 a temperature inferiori

Questa classificazione è importante perchè le acque ipotoniche, se prese in modo continuato da una persona sana, possono avere una azione di eccessiva diluizione dei sali minerali del corpo portando a stati di carenza.

Analogamente le acque ipertoniche possono accrescere tali concentrazioni, alterando in ogni caso lo stato di benessere. Tutte le acque minerali, quindi, non vanno assunte per sempre ma in base a criteri precisi, rivalutando, per individui sani, le normali acque potabili da tavola.

 

In base al Residuo fisso a 180°C

Se scaldiamo una certa quantità di acqua in ambiente adatto fino a 180°C e poi la facciamo evaporare vedremo che recipiente rimane un certo peso di residuo che tende a restare costante all'aumentare della temperatura. Sono i sali che erano disciolti nell'acqua e che costituiscono il residuo fisso a 180°C (R.F.)

Sono:

- Oligominerali
le acque con R.F. uguale o inferiore a 200 mg/l (Milligrammi per litro) e sono sempre acque ipotoniche

- Mediominerali
quelle con R.F. compreso tra 200 mg/l  e  1000 mg/l (o anche 1 grammo/litro) Sono sempre acque ipotoniche.

- Minerali propriamente dette
quelle con R.F. superiore a 1 gr./litro. Possono essere ipo-iso o ipertoniche.

Come già detto a proposito delle acque ipotoniche, le acque oligominerali, reclamizzate spesso come acque "leggerissime" per la loro bassa concentrazione molecolare e spesso impiegate come acque comuni da tavola, non possono essere considerate alla stregua delle comuni acque potabili proprio perchè sono per la loro diluizione troppo lontane dai minimi considerati appropriati per un'acqua potabile (0,30-1 gr/litro di R.F.).

Pertanto, utilissime quali acque dietetiche in talune circostante, possono diventare addirittura dannose se usate indiscriminatamente su individui sani troppo giovani o troppo anziani.
Per la loro accentuata ipotonia, infatti, queste acque tendono a transitare velocemente per l'organismo sollecitando i processi metabolici e convogliando all'esterno attraverso un'abbondante diuresi (eliminazione mediante minzione di acqua in quantità superiore a quella ingerita) anche taluni sali indispensabili ad un organismo sano.
Queste azioni possono venire accentuate quando tali acque sono
  artificialmente o naturalmente gasate.
Si hanno motivi di ritenere che certi disturbi della dentizione nei bambini e certi quadri osteoporotici dell'anziano siano infatti provocati anche dall'abuso di acque a bassa mineralizzazione, specie se gasate.

 

In base alla composizione ionica prevalente

La legge (solo per le acque in bottiglia) fissa per il contenuto di ioni, parametri precisi:

Sono ad esempio:

- Bicarbonatiche le acque con più di 600 mg di ione bicarbonico
Bevute durante i pasti favoriscono la digestione; a stomaco vuoto tamponano l'acidità gastrica
- Solfate se lo ione solfato è superiore ai 200 mg/litro

Leggermente lassative, suggerite in caso di colite o problemi alle vie biliari. Durante la crescita possono invece essere sconsigliate perchè interferiscono con l'assorbimento del calcio.
- Calciche se lo ione calcio è superiore a 150 mg/litro

Indicate nell'accrescimento giovanile o nel trattamento dell'osteoporosi dell'anziano, ma dannose in caso di calcoli e malattie renali
- Carboniche se sono presenti almeno 33 cc/litro di CO2 - Anidride carbonica libera, favoriscono la mobilità gastrica e quindi la digestione, ma possono provocare aerofagia e disturbi intestinali.
- Ferruginose (con oltre 1 mg/litro di ferro) suggerite a chi ha problemi di anemia, ma controindicate nel caso di gastroduodenite.
ecc.

Anche da queste indicazioni si comprende che l'uso prolungato di tali tipi di acqua può essere anche dannoso e, in caso di disturbi,  il loro uso va sempre riferito al medico curante.

 

L'etichetta

Sulle etichette delle bottiglie si contano una ventina di riferimenti chimici, informazione su fonte, società imbottigliatrice, autorizzazione ministeriale, lotto,ecc. Ecco i dati principali:

1) Data di scadenza.
E' libera, in genere per le acque in bottiglia di vetro la durata è di 24 mesi. per quelle in plastica è di 18. C'è da dire che spesso molte delle caratteristiche biologiche delle acque scompaiono se sono conservate a lungo in bottiglia.

2) Analisi batteriologica e chimica.
Sull'etichetta compaiono il nome del laboratorio che ha effettuato l'analisi e l'elenco dei parametri chimici e fisici. Per l'aquirente il dato di rilievo è il "residuo fisso a 180° C" che abbiamo definito sopra.

3) Categoria.
Sulla base del quantitativo di sali presenti, l'acqua viene catalogata in una delle categorie previste per legge. Oligominerale - Mediominerale - Minerale (propriamente detta)

4) Anidride carbonica.
L'indicazione della sua aggiunta è obbligatoria.

5) Autorizzazione.
Ogni azienda riceve dal ministero della Sanità un'autorizzazione numerata per imbottigliare l'acqua di una determinata sorgente. Gli estremi vanno riportati sull'etichetta insieme alla ragione sociale della ditta imbottigliatrice.

6) Materiale della bottiglia.
Può essere in vetro o in plastica PET (più diffusa per le maggiori garanzie igieniche). Si usa anche la plastica PVC (ormai quasi del tutto sostituita dal PET) o il cartone poliaccoppiato come quello delle confezioni di latte.

7) Informazioni cliniche.
Devono essere preventivamente autorizzate dal ministero della Sanità, che le rilascia solo dopo avere preso visione di un'adeguata documentazione scientifica e farmacologica. Le diciture più diffuse sono: "può avere effetti diuretici" - "può avere effetti lassativi" - "indicata per l'alimentazione dei neonati" - "indicata per la preparazione degli alimenti per i neonati" - "stimola la digestione" - "può favorire le funzioni epatobiliari".In effetti sono indicazioni molto generiche. E' importante notare la data dell'ultima analisi effettuata.

8) Consigli d'uso.
Sono facoltativi. I più ricorrenti riguardano la conservazione delle bottiglie in un luogo asciutto e ben aerato al riparo dalla luce e da fonti di calore (un'indicazione valida soprattutto per le bottiglie in PVC, più sensibili al calore).


Redatto in luglio 1999
Bibliografia:

Sommario di Dietetica Clinica del Dott. F. Morelli - Lab. Guidotti 1995
Dietologia Pratica di Pasquale Montenero -Ferro Ediz. Milano 1980

Manuale di Medicina Termale di G. Agostini - Guidotti /Archimedica 1997
Rivista "Sapere & Salute" giugno/luglio 1999 n. 21

 


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Aggiornato in Gennaio 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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