L'acqua è essenziale alla vita umana e costituisce il
60 % del nostro corpo, distribuita all'interno delle cellule (per il 40% circa del peso) e
al di fuori (sangue e linfa). La mancanza di acqua porta alla disidratazione, con tutta
una serie di problemi associati all'aumento della concentrazione dei sali nell'organismo.
L'acqua
che perdiamo (per evaporazione, con l'orina e le feci, col sudore) va prontamente e
costantemente sostituita. Il fabbisogno giornaliero è di circa 2 - 2,5 litri che vengono
introdotti in parte bevendo e in parte attraverso l'assunzione dei normali cibi (frutta e
verdura, per esempio, contengono molta acqua).
In
relazione alle calorie introdotte, l'acqua dovrebbe incidere per circa 1 millilitro per
caloria. Quindi se ci alimentiamo con 2000 calorie giornaliere, dovremmo assumere anche,
nelle varie forme, 2 litri d'acqua.
L'acqua
nell'organismo ha diverse funzioni e tutte ugualmente importanti:
-
Trasporta le sostanze nutritive e i prodotti di scarto da eliminare
- Interviene nella regolazione della temperatura corporea
- Mantiene costante l'equilibrio idrosalino dei tessuti
Classificazione delle
acque minerali
Ai fini
terapeutici si distinguono le acque in base a varie caratteristiche, tra le quali ci
sono:
In base alla Temperatura
Sono :
- fredde sotto i 20°C alla sorgente
- ipotermali tra i 20 e i 30°C
- termali tra i 30 e 40°C
- ipertermali oltre i 40°C
In base al Punto di
Congelamento
L'acqua distillata congela a 0°C alla pressione atmosferica di 1 atmosfera (760
mm. di mercurio). E' noto che l'acqua dolce (fiumi, laghi) congela prima dell'acqua
salina. Si chiama abbassamento crioscopico (indicato con lettera greca
DELTA) il punto di congelamento delle varie acque in riferimento all'acqua
distillata. Nell'uso medico si fa riferimento al punto di congelamento del siero del
sangue, prossimo a -0,56 °C.
Sono:
- ipotoniche le acque con delta compreso tra 0 e -0,55
- isotoniche le acque con delta compreso tra -0,55 e -0,58 °C
- ipertoniche le acque con delta da -0,58 a temperature inferiori
Questa classificazione
è importante perchè le acque ipotoniche, se prese in modo continuato da una persona
sana, possono avere una azione di eccessiva diluizione dei sali minerali del corpo
portando a stati di carenza.
Analogamente le acque
ipertoniche possono accrescere tali concentrazioni, alterando in ogni caso lo stato di
benessere. Tutte le acque minerali, quindi, non vanno assunte per sempre ma in base a
criteri precisi, rivalutando, per individui sani, le normali acque potabili da tavola.
In base al Residuo fisso a
180°C
Se scaldiamo una certa quantità
di acqua in ambiente adatto fino a 180°C e poi la facciamo evaporare vedremo che
recipiente rimane un certo peso di residuo che tende a restare costante all'aumentare
della temperatura. Sono i sali che erano disciolti nell'acqua e che costituiscono il residuo
fisso a 180°C (R.F.)
Sono:
- Oligominerali
le acque con R.F. uguale o inferiore a 200 mg/l (Milligrammi per litro) e sono sempre
acque ipotoniche
- Mediominerali
quelle con R.F. compreso tra 200 mg/l e 1000 mg/l (o anche 1 grammo/litro)
Sono sempre acque ipotoniche.
- Minerali propriamente
dette
quelle con R.F. superiore a 1 gr./litro. Possono essere ipo-iso o ipertoniche.
Come già detto a proposito
delle acque ipotoniche, le acque oligominerali, reclamizzate spesso come acque
"leggerissime" per la loro bassa concentrazione molecolare e spesso impiegate
come acque comuni da tavola, non possono essere considerate alla stregua delle comuni
acque potabili proprio perchè sono per la loro diluizione troppo lontane dai minimi
considerati appropriati per un'acqua potabile (0,30-1 gr/litro di R.F.).
Pertanto, utilissime quali acque
dietetiche in talune circostante, possono diventare addirittura dannose se usate
indiscriminatamente su individui sani troppo giovani o troppo anziani.
Per la loro accentuata ipotonia, infatti, queste acque tendono a transitare velocemente
per l'organismo sollecitando i processi metabolici e convogliando all'esterno attraverso
un'abbondante diuresi (eliminazione mediante minzione di acqua in quantità superiore a
quella ingerita) anche taluni sali indispensabili ad un organismo sano.
Queste azioni possono venire accentuate quando tali acque sono artificialmente
o naturalmente gasate.
Si hanno motivi di ritenere che certi disturbi della dentizione nei bambini e certi quadri
osteoporotici dell'anziano siano infatti provocati anche dall'abuso di acque a bassa
mineralizzazione, specie se gasate.
In base alla composizione
ionica prevalente
La legge (solo per le acque in bottiglia) fissa per il contenuto di ioni, parametri
precisi:
Sono ad esempio:
- Bicarbonatiche
le acque con più di 600 mg di ione bicarbonico
Bevute durante i pasti favoriscono la digestione; a stomaco vuoto tamponano
l'acidità gastrica
- Solfate se lo ione solfato è superiore ai 200 mg/litro
Leggermente lassative, suggerite in caso di colite o problemi alle vie biliari.
Durante la crescita possono invece essere sconsigliate perchè interferiscono con
l'assorbimento del calcio.
- Calciche se lo ione calcio è superiore a 150 mg/litro
Indicate nell'accrescimento giovanile o nel trattamento dell'osteoporosi dell'anziano,
ma dannose in caso di calcoli e malattie renali
- Carboniche se sono presenti almeno 33 cc/litro di CO2 - Anidride
carbonica libera, favoriscono la mobilità gastrica e quindi la digestione,
ma possono provocare aerofagia e disturbi intestinali.
- Ferruginose (con oltre 1 mg/litro di ferro) suggerite a chi ha
problemi di anemia, ma controindicate nel caso di gastroduodenite.
ecc.
Anche da queste indicazioni si
comprende che l'uso prolungato di tali tipi di acqua può essere anche dannoso e, in caso
di disturbi, il loro uso va sempre riferito al medico curante.
L'etichetta
Sulle etichette delle bottiglie
si contano una ventina di riferimenti chimici, informazione su fonte, società
imbottigliatrice, autorizzazione ministeriale, lotto,ecc. Ecco i dati principali:
1) Data di scadenza.
E' libera, in genere per le acque in bottiglia
di vetro la durata è di 24 mesi. per quelle in plastica è di 18. C'è da dire che spesso
molte delle caratteristiche biologiche delle acque scompaiono se sono conservate a lungo
in bottiglia.
2) Analisi
batteriologica e chimica.
Sull'etichetta compaiono il nome del laboratorio
che ha effettuato l'analisi e l'elenco dei parametri chimici e fisici. Per l'aquirente il
dato di rilievo è il "residuo fisso a 180° C" che abbiamo definito sopra.
3) Categoria.
Sulla base del quantitativo di sali presenti,
l'acqua viene catalogata in una delle categorie previste per legge. Oligominerale -
Mediominerale - Minerale (propriamente detta)
4) Anidride carbonica.
L'indicazione della sua aggiunta è
obbligatoria.
5) Autorizzazione.
Ogni azienda riceve dal ministero della Sanità
un'autorizzazione numerata per imbottigliare l'acqua di una determinata sorgente. Gli
estremi vanno riportati sull'etichetta insieme alla ragione sociale della ditta
imbottigliatrice.
6) Materiale della
bottiglia.
Può essere in vetro o in plastica PET (più
diffusa per le maggiori garanzie igieniche). Si usa anche la plastica PVC (ormai quasi del
tutto sostituita dal PET) o il cartone poliaccoppiato come quello delle confezioni di
latte.
7) Informazioni
cliniche.
Devono essere preventivamente autorizzate dal
ministero della Sanità, che le rilascia solo dopo avere preso visione di un'adeguata
documentazione scientifica e farmacologica. Le diciture più diffuse sono: "può
avere effetti diuretici" - "può avere effetti lassativi" - "indicata
per l'alimentazione dei neonati" - "indicata per la preparazione degli alimenti
per i neonati" - "stimola la digestione" - "può favorire le funzioni
epatobiliari".In effetti sono indicazioni molto generiche. E' importante notare la
data dell'ultima analisi effettuata.
8) Consigli d'uso.
Sono facoltativi. I più ricorrenti riguardano
la conservazione delle bottiglie in un luogo asciutto e ben aerato al riparo dalla luce e
da fonti di calore (un'indicazione valida soprattutto per le bottiglie in PVC, più
sensibili al calore).
Redatto in luglio 1999
Bibliografia:
Sommario di Dietetica Clinica del Dott. F. Morelli -
Lab. Guidotti 1995
Dietologia Pratica di Pasquale Montenero -Ferro Ediz. Milano 1980
Manuale di Medicina Termale di G. Agostini -
Guidotti /Archimedica 1997
Rivista "Sapere & Salute"
giugno/luglio 1999 n. 21
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