Storia

Tradizioni

 

 

inizio

logve350.jpg (4671 byte)


La storia del vetro veneziano
Guida informativa incentrata in particolare sulla produzione vetraia Muranese dal XV secolo fino al XX secolo.
di Dr. Andrea David

INTRODUZIONE   

Il vetro essendo un materiale nato dal fuoco, ha sempre avuto nei secoli un fascino particolare per i popoli che lo utilizzavano. Grazie alle sue caratteristiche fisiche che ne fanno il contenitore ideale per i liquidi, è diventato materiale da utilizzare non solo per la realizzazione di oggetti belli e raffinati che restano nel tempo ma anche per oggetti utili e pratici facenti parte della vita quotidiana di ognuno di noi. Questa doppia anima del vetro riveste una grande importanza anche nell'affermarsi del collezionismo moderno, che gia' nel Cinquecento era saldamente radicato nel gusto delle corti e delle elites del tempo. I collezionisti di tali oggetti tovano pero' non poche difficolta'. Innanzitutto le medesime tecniche di lavorazione sono state utilizzate per secoli da artigiani con una forte tendenza a cambiare luogo di lavoro e di residenza nonostante gli sforzi (interessati) dei sovrani delle loro citta' di origine per trattenerli presso le proprie corti. Cio' ha creato difficolta' oggettive nell'attribuzione della provenienza dei pezzi da collezionismo. Inoltre i vetri, per la loro intrinseca natura, si danneggiano facilmente e i restauri sono quasi impossibili. Tutto cio', non incoraggia certo il collezionismo di vetri antichi. Inoltre e' possibile incontrare sul mercato antiquario oggetti falsi o con difetti spesso non evidenti. 

LE TECNICHE DI PRODUZIONE DEL VETRO

Doratura
L'oro viene utilizzato in lamine quando l'oggetto di vetro si raffredda.

La montatura
Consiste nell’applicazione di una armatura metallica su un oggetto in vetro o in porcellana.  La ragione di tale applicazione si giustifica per uno scopo funzionale per esempio per difendere l'oggetto dagli urti o puo’ essere giustificato da pure ragioni ornamentali come nel caso di applicazione di materiale prezioso al solo fine di esaltare ulteriormente la bellezza dell’oggetto. Non esistano momenti della storia dell'arte europea in cui di tali montature non se ne siano state prodotte. Fondamentalmente di tali montature ce ne sono di due tipi: Fisse,  cioe’ applicate al corpo dell'oggetto mediante viti e perni, e a Giorno, quando cioe’ la montatura viene applicata sull’oggetto senza bisogno di forare il materiale sottostante.  I materiali utilizzati per la realizzazione di queste montature spaziano dall’utilizzazione dell’ oro e dell’argento all’utilizzo di metalli non preziosi come ottone e il bronzo dorato a mercurio.  Con quest’ultimo materiale sono le montature di queste due fiasche, eseguite a Venezia nella seconda meta’ del Cinquecento e caratterizzate agli attacchi delle catene dal motivo della maschera leonina.

La smaltatura
Utilizzata nella produzione di moltissimi oggetti in vetro veneziani, ha le sue origini nella produzione vetraria islamica.  Celebri sono gli esemplari decorati nelle fornaci di Damasco tra il XIII e il XV secolo.
Questa tecnica  consiste nel dipingere a pennello con smalto liquido una superficie di un oggetto di vetro.  Il composto utilizzato è  costituito da polvere di vetro, da ossidi metallici necessari alla colorazione e da un legante oleoso, come l'olio di lavanda.   L’oggetto dipinto grazie a una successiva ricottura a basse temperature, assume i colori definitivi. 

La “muffola” era il piccolo forno realizzato in argilla refrattaria utilizzato per la cottura a basse temperature di tali oggetti.  Tecnicamente l'oggetto veniva inserito nella muffola e veniva riscaldato fino a 700-900 gradi. Tale temperatura inferiore a quella che porterebbe alla fusione dell'oggetto (1300 gradi) è sufficiente a far fondere la polvere di vetro contenuta nello smalto, facendolo aderire alla superficie da decorare.  Infine l'oggetto veniva ripassato ancora una volta nella camera di ricottura per essere raffreddato.
Lo smalto a differenza dei colori applicati afreddo che sono molto più fragili, può inoltre essere opaco o trasparente.  Il primo tipo di smalto contiene ossido di stagno, ed è il piu’ comune, mentre lo smalto trasparente veniva usato soprattutto per dipingere le vetrate, e solo nel XVII secolo, cominciò a essere applicato anche su oggetti e pannelli decorativi.
La smaltatura del vetro era, in epoca rinascimentale (ed è tuttora), un procedimento lungo e delicato.  A conferma di ciò è la particolare tecnica di pittura a smalto denominata “il résille sur verrei”  apparsa in Francia durante il XVII secolo.  Utilizzata prevalentemente per decorare piccoli oggetti, il procedimento consiste nell'incidere dei motivi sull’oggetto in vetro per poi rivestiti in oro e riempirli in smalto in polvere.  Con il successivo riscaldamento, lo smalto fonde aderendo alla superficie sottostante.

Falsi vetri veneziani
Molti oggetti possono costituire un rischio per che l'appassionato di vetri d’epoca veneziani.  In caso di falsi d’epoca tecnicamente sofisticati, l'unico concreto mezzo di difesa è il controllo stilistico.  Le incongruenze del tipo di quelle citate sono un grave campanello d'allarme, anche perché il falsario, per quanto attento, non riesce a estraniarsi totalmente dall'ambiente culturale in cui vive.  Questo è particolarmente vero per i vetri muranesi eseguiti tra Otto e Novecento, come souvenir, su modelli precedenti e che sono facilmente riconoscibili proprio per la loro aria indubbiamente moderna.

Restauro e valore commerciale
Il vetro per sua natura, non si presta a essere restaurato con buoni risultati estetici.  Il danno riduce quindi sensibilmente il valore di un oggetto in vetro.   La sbeccatura è uno dei danni più frequenti che danneggia gravemente l'estetica dell’oggetto.  L’unico rimedio possibile è la molatura del bordo danneggiato.   Generalmente un vetro molato, anche con buoni risultati, perde almeno il 20% del suo valore.  Danni ancora più gravi sono causati dalla sbeccatura dell’oggetto in vetro.  Anche se la parte danneggiata viene reincollata, la frattura subita dall’oggetto ne dimezza comunque il valore.  Un difetto che non viene mai accettato dai collezionisti di oggetti in vetro, è la  crepa più o meno lunga sul corpo dell'oggetto.

Copyright "dr. Andrea David   www.venice2.it/david"
L'articolo ci è stato inviato dal dr. Andrea David


Torna all'inizio di questa pagina

Torna all'indice della rubrica Storia e Tradizioni

© - Tutti i diritti riservati
Aggiornato in marzo 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venezia Viva - Fatti, Cose, Persone della Provincia di Venezia e del Veneto Agenda, Auto e Motori, Aziende e Lavoro, Creatività Veneta, Come Fare, Computer, Internet e Informatica, Casa e Cose, Arredamento, Hobby, Modellismo, tutti link selezionati, Viagg List